WeSeocialize: un Espresso (a distanza) con Francesca Camerlengo

 
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Uno degli aspetti positivi dei social, del web e del lavorare in un’Agenzia SEO & Web Marketing, è l’opportunità di conoscere professionisti, ma prima di tutto persone che riescono a darti stimoli e a solleticare la curiosità.

Tempo fa ho appunto si è imbattuta nel mio profilo Pinterest una di queste persone, una seria e brava professionista del marketing e della comunicazione  che ormai vive e lavora stabilmente fuori dall’Italia, che ha fondato delle realtà imprenditoriali valide, che stanno permettendo alle aziende agroalimentari più capaci e lungimiranti di sviluppare contatti importanti in altri paesi: Francesca Camerlengo.

 

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Pierfrancesco Rizzo

Ciao Francesca, anche a te non verrà risparmiato il nostro tormentone: dopo il primo caffè, sorry espresso, come inizia la tua giornata? E come si evolve?

Francesca Camerlengo

Dipende molto dal caffè ! A volte un solo espresso non basta. Specialmente se sono all’estero, dove anche se chiedi un “very short espresso” ti arrivano 500 ml di liquido nero non ben identificato! Ma ci sto lavorando… sempre più aziende di torrefazione italiane mi chiedono di promuovere l’Italian Coffee all’estero. E io non me lo lascio ripetere due volte!

Ad ogni modo le mie giornate non sono mai tutte uguali. E’ uno dei lati belli del mio lavoro. Ogni giorno parlo con persone diverse, affronto problematiche diverse, scopro mondi diversi e, come tutte le donne, mischio lavoro e famiglia cercando di mantenere tutti gli equilibri.

Hai presente i circensi che fanno girare più piatti contemporaneamente senza farne cadere mai nessuno? Io mi sento un pò così: sono sui social network 15 ore al giorno, smartphone sempre in mano e PC a vista, vivo tra virtuale e reale, conosco a memoria gli aeroporti di Capodichino/Ciampino/Fiumicino e tutte le hostess delle compagnie aeree con cui volo! Ovunque io sia però, la prima cosa che faccio dopo il caffè è programmare la strategia Social per la giornata.

E’ importante non lasciare nulla al caso, lavorare nell’ambito del Social Media Marketing (come per tutti i lavori) richiede competenza, pazienza, creatività, dedizione e tempo, tanto tempo.

Pierfrancesco Rizzo

Ma come ti è venuto in mente di andartene in Irlanda? Confessa sei una strega!

Francesca Camerlengo

Certo che sono una strega! Sono di Benevento, la città famosa per le sue streghe (nel Sannio chiamate “janare”) che, sotto un albero di noce, si radunavano per procedere ai consueti riti. Poi da strega mi sono trasformata in una fata irlandese e adesso vivo con i leprechaun (gli gnomi della mitologia irlandese)!

Scherzi a parte, io l’Irlanda l’ho sempre amata pur senza averla mai vista. Poi l’ho vista e mi è piaciuta ancor di più, son quelle passioni che vanno seguite ad occhi chiusi. Ho fatto il salto ed eccomi qui, ora sono Social Media Specialist e Director della Strive International Consulting Ltd, società Irish di marketing internazionale che si occupa di  promuovere e valorizzare il Made in Italy all’estero sia attraverso iniziative ed eventi sia attraverso i social network.

In Irlanda, ovviamente, ma anche nei Paesi Baltici e Scandinavi, ovvero nei paesi con maggior crescita economica in Europa e quindi molto attrattivi per le imprese italiane.

 

Il lato Social del Food Marketing

Pierfrancesco Rizzo

Qual è la cosa più importante o rilevante che ti ha dato la tua professione? E non parlo solo dei magnifici prodotti che sei “costretta” a “valutare”.

Francesca Camerlengo

Quando lavoriamo con le aziende agroalimentari, i tasting sono d’obbligo. Come posso promuovere un vino, una birra o un piatto di pasta agli importatori esteri se prima non provo? E questo è un altro lato bello del mio lavoro.

Ma la vera soddisfazione arriva nel momento in cui le imprese italiane mie clienti riescono ad entrare in questi nuovi mercati ed ad aumentare l’export (e giuro che non accade grazie i miei poteri magici!).

In fondo è tutta lì la mia motivazione quotidiana.

Pierfrancesco Rizzo

Galeotto fu Pinterest! Noi ci siamo trovati su questo magnifico social, io spesso in alcuni articoli ne apprezzo la forza e la potenzialità e sul blog dell’Agenzia abbiamo scritto sui vantaggi di inserire Pinterest in una strategia di Social Media Marketing. Ti chiedo perché ancora, specialmente in Italia e specialmente nel campo agroalimentare, non trova così tanto seguito?

Francesca Camerlengo

Galeotto fu Pinterest e galeotta fu la birra! Ci siamo trovati in primis per via della nostra passione comune per la birra artigianale! E’ un prodotto favoloso su cui sto puntando molto e che sta avendo enorme successo all’estero, specialmente nei Paesi Baltici.

Credo che il problema non sia limitato solo a Pinterest, purtroppo, ma che sia più profondo. Non mi sembra che Instagram o LinkedIn o Tumblr o Google+ siano poi presi d’assalto dalle nostre imprese. Resiste solo Facebook ma rigorosamente con profilo individuale e il più delle volte gestito con l’economico metodo del “fai da te”.

Ed è un peccato, perché proprio i social basati sul “visuale” sono la casa ideale per raccontare in maniera naturale e spontanea le eccellenze agroalimentari Made in Italy.

Parte tutto dal fatto che la maggior parte degli italiani non sono al passo coi tempi e, inoltre, che fanno fatica a riconoscere la professionalità della figura del consulente, figuriamoci quella innovativa di un social media specialist! Per fortuna le cose iniziano a cambiare, anche un pò grazie al lavoro giornaliero di tutti noi “social addicted”.

Pierfrancesco Rizzo

Siamo ormai immersi nell’Expo 2015, pensi che ci siano i presupposti per le piccole e medie aziende agroalimentari che comprendano che è arrivato il momento del salto di qualità delle loro strategie? Il web, i social network non possono essere un mezzo fondamentale per andare, come si diceva una volta, oltralpe?

Francesca Camerlengo

Certamente. Il momento è quello giusto, il web e i social rappresentano una grossissima opportunità per presentarsi al meglio al mondo. Ma bisogna saperlo fare.

Per restare in tema “food & wine”, non basta postare foto di prodotti, vigne, vendemmie, botti, premi vinti, serate con amici, piatti di pasta e così via. Oltre ad essere ben fatta, la foto deve essere attrattiva e comunicare quello che siamo, il nostro brand, la nostra storia, i nostri valori.  E poi i contenuti, non è scontato scegliere la frase giusta per ogni foto e/o video che postiamo. Non ultimo, bisogna identificare il target di pubblico a cui vogliamo rivolgerci e calibrare la comunicazione ad hoc.

 

Pinterest e il Visual Content Marketing

Pierfrancesco Rizzo

Per ultimo, ma non meno importante, il futuro del web marketing sarà sempre più visual? O pensi che è solo una moda del momento? O dipende appunto dal “contesto” (context is the king!)

Francesca Camerlengo

Ma sai, il visual in fondo è sempre esistito, solo che adesso è digitale e se ne parla di più. Non credo che dipenda neanche troppo dal contesto, se sei in gamba con una bella immagine e un testo adeguato riesci a promuovere anche servizi professionali solitamente molto lontani dai social, come servizi legali o consulenze mediche.

No, non credo che passerà o almeno lo spero, perché è il mio mondo e ci vivo benissimo.

Grazie mille Francesca per la tua disponibilità. Un in bocca al lupo per il tuo lavoro e per i tuoi progetti futuri.

 

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